POP QUARANTINE

Pop Quarantine was born in 2020, during the lockdown. Suddenly we found ourselves locked in our houses for months, disoriented, but also with a lot of time available. Some of us engaged in culinary arts, some in yoga, some in DIY, some in netflix, some others spent their time on social media not to panic.... I, of course, took my polaroid. One day  I took a shot sitting on a stack of books by the photographers that I loved most in my life, and it all started from there. A challenge began: every day of my quarantine I would do a polaroid tribute  inspired by a photographer or artist. During the day my bedroom would turn into a studio with a backdrop hanging from the closet, a chair, a blanket, some props found in the house and my niece as a model and assistant. However, day after day, the project evolved and got complicated, becoming a magnifying glass to look at our strange behaviors during the quarantine: fears, desires and manias. Not only that. I also realized that the suffix "I wish" that preceded the title of each photo, slowly became an opportunity to talk about desire in its broadest sense, indeed revealing itself as the very heart of the project. Pop Quarantine has thus become an excuse to talk about the human being, our frailties, fears and desires, far beyond the contingent situation of the lockdown. And mine is just as much an excuse to stop with the end of this quarantine, because actually the investigation could go on forever. 


Pop Quarantine nasce nel 2020, durante il Lockdown . Di colpo ci si è trovati chiusi in casa per dei mesi, spaesati, ma anche con molto tempo a disposizione. Chi si è dato all'arte culinaria, chi allo yoga, chi al bricolage, chi alle serie su netflix, chi si è attaccato sui social per non andare in panico....io, naturalmente, ho preso in mano la mia polaroid. Un giorno per gioco mi sono fatto uno scatto seduto sopra una pila di libri dei fotografi che più ho amato in vita mia, ed è tutto nato da lì. E' iniziata una sfida che prevedeva ogni giorno di Quarantena un tributo in polaroid ispirato ad un fotografo o artista. La mia camera durante il giorno si trasformava in uno studio con un fondale appeso all'armadio, una sedia, una coperta, qualche elemento trovato in casa e mia nipote che mi faceva da modella e assistente. Ma giorno dopo giorno il progetto si evolveva e complicava, diventando una lente di ingrandimento con cui guardare i nostri strani comportamenti durante la Quarantena: le paure, i desideri, le manie. Non solo, ma  mi sono reso conto che il suffisso “I wish” che precedeva il titolo di ogni foto, piano piano diventava l'occasione per parlare del desiderio nella sua più ampia accezione,  rivelandosi il cuore stesso del progetto. Pop Quarantine è diventato così una scusa per parlare dell'essere umano, delle sue fragilità, paure, desideri, ben oltre la situazione contingente del Lockdown. Ed è altrettanto una scusa il fatto di terminare con la fine della Quarantena, perché in realtà questa indagine potrebbe continuare per sempre.